La sua ultima retrospettiva “All” si è chiusa il 22 gennaio al Guggenheim Museum di New York. Ebbene, Maurizio Cattelan dichiarando che non farà più mostre e che proseguirà il suo lavoro in altre direzioni, avverte non tanto del suo ritiro, ma della volontà di sottrarsi al circuito opera – esposizione – fiere – aste. Non critica apertamente, né dice cosa intende fare nel futuro, lascia liberi tutti di decidere se è un giudizio sulla realtà attuale, sul sistema dell’arte o soltanto una sua intuizione che lo porta altrove. È giunto il momento: prima o poi arriva per tutti. Non è un momento doloroso, e nemmeno traumatico, è la naturale, logica evoluzione di un percorso di apparizioni spettacolari e altrettante fughe, di nascondimenti e rivelazioni. Maurizio Cattelan si ritira dalle scene col suo progetto più radicale e visionario, una sorta di impiccagione finale. I riflettori si sono spenti (per ora), ma in molti giurano che sentiremo parlare ancora di lui. Redazione Cappiellodesign.it

